Gestione del rischio nel Forex: come si fa?

Gestione del rischio nel Forex: come si fa?

La gestione del rischio nel Forex è una delle attività più importanti  che un buon trader dovrebbe compiere nelle sue tappe di avvicinamento al mondo degli investimenti finanziari. Purtorppo, però, si tratta anche di una delle fasi più sottovalutate, con gli investitori che si concentrano maggiormente sull’analisi delle specifiche posizioni, senza preoccuparsi invece della produzione di una complessiva strategia che possa permettere una ottimizzazione della gestione del denaro.

Che cosa è la gestione del denaro

Non è certamente facile cercare di definire che cosa sia la gestione del denaro nel Forex e in che modo si faccia. Sinteticamente, possiamo cercare di definire la gestione del denaro come quella serie di attività che dovrebbe permettere di ottimizzare la quantità di denaro che si investe sulle varie posizioni, cercando di massimizzare l’efficacia della fruizione del proprio patrimonio. Insomma, una strategia di money management che ci permetta di comprendere quanto versare sul conto di trading, quanto investire in ogni singola posizione, quando prelevare i profitti generati, quale sia la perdita massima sostenibile.

Quanto bisogna rischiare in ogni posizione Forex

Tra le domande più ricorrenti nella gestione del denaro sul Forex vi è certamente quella relativa a quanto bisogna rischiare in ogni singola posizione aperta. Ebbene, anche se sarebbe molto difficile sintetizzare eccessivamente una risposta, possiamo certamente ribadire come una delle strategie ottimali che vengono suggerite dai trader più esperti per poter ridurre il rischio di perdita sia quella di fissare un limite massimo di capitale da investire per ogni singola operazione, frazionando il proprio patrimonio di trading con elevata frammentazione e diversificazione.

Quanto però bisogna frazionare, è un “mistero” che ogni singolo investitore dovrà cercare di chiarire. Per esempio, alcuni analisti ritengono soddisfacente una percentuale per singola posizione pari al 5%, mentre altri ritengono che la percentuale ottimale debba essere ancora più bassa, e pari al 2 o al 3%. Anche in questo caso, non c’è una vera e propria regola fissa, con la conseguenza che spetterà al singolo investitore, sulla base di altri elementi di influenza, calcolare quale quota sia meglio adottare.

Tra stop loss e take profit

Due semplici elementi per poter iniziare ad applicare criteri di gestione del rischio nel Forex sono rappresentati dall’applicazione dello stop loss e del take profit. Si tratta, in termini molto esemplificativi, di due limiti sulla base dei quali il broker chiuderà automaticamente le posizioni. Ma che cosa indicano?

Nel dettaglio, lo stop loss è quel livello massimo di prezzo in relazione al quale la posizione del trader verrà automaticamente chiusa in perdita. Si tratta, in altre parole, del livello che corrisponde alla perdita massima che il trader è in grado di sopportare, e sulla base del quale l’investitore preferisce chiudere la posizione.

Di contro, il take profit rappresenta il livello di prezzo sulla base del quale il broker chiuderà automaticamente in profitto la posizione. In questo senso, dunque, il take profit corrisponderà a quella soglia di prezzo in relazione alla quale il trader si dichiarerà soddisfatto del profitto conseguito, e vorrà chiudere la posizione senza tendere ulteriormente a nuovi utili.

Fissare stop loss e take profit in sede di apertura della posizione è una utilissima regola di buon senso e di buon investimento: provate a ragionare su questi aspetti, e provate a comprendere quale possa essere per voi un profitto giudicato soddisfacente, e una perdita giudicata tollerabile. Partite da questa facile base di valutazione per poter costruire la propria politica di gestione del rischio, e siamo certi che in breve tempo arriverete ad affinare opportunamente la vostra intera strategia!

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